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Gasp on tour #04 – Azienda Agricola Migliosi

Il clima che cambia, la tradizione e il mandato famigliare, il lavoro duro, la voglia e la capacità di lavorare bene per offrire prodotti buoni, sani. Emerge tutto questo da una visita all’Azienda Agricola Migliosi, a Bastia Umbra, fin dall’inizio parte di ZAPPE Gruppo di Acquisto di Perugia Solidale.

L’azienda è nata nel 1985, con l’acquisto di 12 ettari, dove adesso si trova anche il punto vendita, e poi a poco a poco è cresciuta fino ad arrivare ai cinquanta ettari attuali. Andrea Migliosi, che ci accompagna nella visita, è nato lo stesso anno in cui il nonno ha comprato i primi terreni, ha fatto lo scientifico e poi la facoltà di Agraria a Perugia. Oggi gestisce tutta la parte agricola mentre i genitori si occupano del punto vendita.

In azienda, oltre agli impiegati stagionali, ci sono cinque lavoratori fissi. Noi incontriamo Rita mentre sotto al sole raccoglie melanzane e lattughe.

Andrea ci accompagna in campo, seguito per tutto il tempo dal cane Nana che corre, gioca e sbocconcella continuamente di qua e di là. Le colture da Migliosi sono tante: pomodori, carote, zucchine, rape, barbabietole, insalate, cocomeri di tre tipi diversi, meloni, tante varietà di pomodori, zucche, fagiolini, aglio, cipolle, peperoni, lenticchie, ceci, patate, sedano, cicorie. E poi: albicocche, pesche, susine, mele, pere. Oltre a questo, divisi in vari appezzamenti Andrea e i suoi collaboratori devono gestire 600 piantoni di olivo.

Quasi altrettanto numerosi sono i problemi, comuni a tanti coltivatori: la peronospora, il “ragnetto rosso”, l’oidio, il clima che cambia e l’assenza di gelate invernali che ammazzano i patogeni, le cornacchie che rompono i tubi dell’irrigazione a goccia. Mentre Andrea cammina e racconta il suo lavoro, si sente forte la fatica quotidiana, assieme al desiderio – in parte frustrato per mancanza di tempo e di energie – di sperimentare metodi e colture nuove. Allo stesso tempo, emerge da ogni parola l’orgoglio per un lavoro ben fatto: “Poche cose mi danno soddisfazione – racconta Andrea – come un campo di cocomeri ben gestito, vengono da mezza Umbria a vederli e a chiedere consigli”.

In azienda, Migliosi pratica la “lotta integrata” alle malattie. Spiega Andrea: “Vuol dire lavorare di precisione, prevenire il più possibile e intervenire con prodotti fitosanitari estremamente specifici solo dove è strettamente necessario”.

“Ci sono alcune cose che distruggono la produzione e per quelle pratichiamo questi interventi mirati – continua Andrea -. Per altre malattie, come l’oidio, cerchiamo di lavorare senza l’aiuto costante di insetticidi, antiparassitari e altri prodotti di sintesi chimica: siamo pronti ad accettare un po’ di perdite per produrre cibo pulito”.

Si tratta di cercare continuamente l’equilibrio, in un lavoro a contatto con la natura che è per definizione instabile e cangiante. “Vogliamo poter offrire ortaggi e frutta di qualità, sani e prodotti con responsabilità”, conclude Andrea. Un lavoro quotidiano, di osservazione e rapporto quasi personale con ogni pianta. Un lavoro duro, e quanto mai necessario in un settore ormai ostaggio della grande distribuzione, di prezzi insostenibili per i produttori e basato interamente su metodi intensivi ed inquinanti. Un lavoro, quello di Andrea e di tutta la famiglia Migliosi che, come Perugia Solidale, sentiamo di dover sostenere.

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